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Presentato lo Studio di fattibilità per il progetto del Parco del Polcevera

April 2020

Dopo l'aggiudicazione del concorso internazionale del masterplan di rigenerazione del “Quadrante Polcevera” e del nuovo parco urbano, il raggruppamento temporaneo composto dallo studio Stefano Boeri Architetti, capogruppo del team di progettazione, Metrogramma di Andrea Boschetti, Inside Outside di Petra Blaisse, con Mobility in Chain, Transsolar Energietechnik, Studio Laura Gatti, Secondo Antonio Accotto, e la consulenza specialistica di H&A Associati, Temporiuso e dell’artista Luca Vitone, ha avviato un processo partecipativo insieme al Comune di Genova, l’Assessorato all'Urbanistica ed Urban Lab. Si sono incontrati la cittadinanza e una serie di soggetti, pubblici e privati, portatori d’interesse (in primis, il Comitato dei familiari vittime, i cittadini di Via Porro e Via Fillak e di Certosa, le scuole e il Municipio, il Comune, la Regione, Confindustria, FILSE, Ansaldo Energia, San Giorgio Seigen, IRETI, etc.)

Le nuove occasioni di confronto hanno portato ad approfondire il nuovo sistema di parchi e spazi pubblici, denominato Ambito B (di 12 ettari circa), con il nuovo Campus dell’innovazione sulla sponda occidentale del Polcevera, il Memoriale e la Serra della Biodiversità mediterranea tra la sponda est, il Quartiere di Via Porro e Via Fillak, il Parco della Nora verso il fronte collinare est; Sono state coinvolte anche aree di RFI, a completamento della Piazza denominata “Genova nel Bosco”, grazie a un protocollo di intesa con il Comune.

Come espresso fin dalle prime fasi del concorso, l’obiettivo dell’intervento, oltre a creare un nuovo spazio pubblico di qualità e un “giardino della biodiversità”, è quello di connettere, attraverso una nuova infrastruttura ciclo-pedonale e di energia, il Cerchio Rosso, aree che oggi sono tra loro separate. Il sistema delle piazze e dei parchi, insieme al nuovo Anello immaginato nella fase di Concorso, saranno luoghi rigenerati che correranno sotto il nuovo ponte di Renzo Piano; elementi simbolici e manifesto di una ricucitura urbana tra le due sponde della vallata.

«Il Parco del Ponte – sostiene il sindaco di Genova Marco Bucci – è un progetto di rigenerazione urbana che sarà d'esempio per tutta Europa: andiamo a riqualificare e valorizzare un territorio con evidenti ricadute positive per la città ma soprattutto per i quartieri limitrofi all'area sottostante il nuovo viadotto sul Polcevera. Abbiamo lavorato perché i cantieri potessero essere avviati una volta pronto il ponte e siamo nei tempi prestabiliti. Arriviamo alla definizione del progetto preliminare grazie anche al contributo della cittadinanza coinvolta nei Tavoli di consultazione e devo ringraziare in modo particolare il Comitato dei familiari delle vittime di Ponte Morandi per avere accettato di essere parte attiva di questo progetto nella parte relativa alla definizione dello spazio, fruibile alla cittadinanza, che ci ricorderà cosa è accaduto il 14 agosto 2018 e le 43 persone che hanno perso la vita in quella tragedia».

Il nuovo sistema di parchi e spazi pubblici

L’Ambito B de “Il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso” ideato con Inside Outside e con l’apporto agronomico e botanico di Laura Gatti e del geologo Secondo Antonio Accotto, ha l’obiettivo generale di creare un nuovo grande sistema di parchi e spazi pubblici, un complesso dispositivo urbano e paesaggistico per rispondere alle diverse vocazioni delle aree con le quali si confronta. Sarà un grande “giardino botanico” dalla struttura a linee parallele e strip diverse, capace di adattarsi al processo temporale che investirà il territorio per superarne la frammentazione esistente, rendendo possibile anche il successivo sviluppo per lotti funzionali, salvaguardando l'integrità e la coerenza complessiva del progetto di Concorso.


I criteri guida delle scelte progettuali d’inserimento paesaggistico:

Il Parco come sistema idraulico resiliente:
Il sistema dei parchi ripristina l’originale permeabilità dell’area rimuovendo le pavimentazioni e sostituendole con un sistema vegetazionale, sportivo, ludico, produttivo e di orti comunitari che porterà qualità climatica, ambientale, acustica e quindi sociale per la comunità. I giardini, i percorsi e le piazze sono progettati per gestire al meglio le acque meteoriche: saranno intensamente piantumati con alberi, arbusti, prati e piante perenni. Le piazze sono progettate con sistemi di raccolta e rilascio delle acque meteoriche tramite infiltrazione negli strati profondi del sottosuolo. Questo aumenterà la capacità di ritenzione nel sito, diminuendo il carico sulla rete di smaltimento delle acque piovane e in definitiva sul torrente.

Il Cerchio Rosso come connettore efficiente:
Grazie alla realizzazione del Cerchio Rosso, parte di un reticolo di mobilità sostenibile sviluppato in collaborazione con MIC | Mobility in Chain, l’infrastruttura ciclo-pedonale, il landmark urbano e la rete di percorsi del Parco collegheranno e animeranno tutte le aree verdi costruite a diversi livelli, in modo che l’intero Parco possa diventare non solo un’esperienza attraente per tutti, ma anche un efficiente connettore urbano e sociale.
Il Cerchio Rosso fungerà anche da dispositivo di distribuzione dell’energia rinnovabile nel nuovo network energetico del Polcevera, messo a punto grazie al contributo di Transsolar Energietechnik, che si potrà sviluppare in futuro per il quartiere.

Il parco come ecosistema urbano equilibrato:
Questo obiettivo va di pari passo con l’ambizione di creare, in questa porzione complessa della Città di Genova, le giuste condizioni (suolo, acqua, microrganismi) per collezionare un insieme vario di piante, arbusti e alberi. Questi potranno attirare la fauna locale, l’entomofauna e l’avifauna. I vari giardini saranno intrecciati con giochi d’acqua, impianti sportivi, aree wellness, aree aperte per molteplici usi e parchi giochi per bambini siti a pochi passi da case e scuole. La Serra della Biodiversità mediterranea sarà una anticipazione di questa varietà vegetale e faunistica.

Il parco come spazio pubblico e aperto tutti
Trasformando l’area in un insieme attivo e diversificato, il paesaggio creerà punti di vista sorprendenti invitando le persone a divertirsi e a farne esperienza in molti modi ogni giorno. Utilizzato, come Campus sulla sponda ovest, per la ricreazione, l’istruzione, lo sport, la meditazione; o come luogo della memoria e di incontro sociale e culturale, sulla sponda est e nel quartiere, il sistema dei parchi e degli spazi pubblici da est-ovest collegherà le diverse comunità che abitano entrambi i lati del torrente e attirerà anche nuovi fruitori dal resto della città e del territorio.

Il parco come luogo della memoria
Come concordato nei diversi incontri nei mesi di novembre, dicembre e marzo, con i familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi, il “luogo della memoria”, già immaginato in fase di Concorso, corrisponde nel progetto attuale al sedime della Pila 9 dell’ex Ponte Morandi, dove sarà accolto il Memoriale. Nel quartiere di Via Porro e via Fillak nascerà invece la nuova piazza, chiamata ‘Genova nel Bosco’ che ricuce l’area residenziale brutalmente interrotta dalle demolizioni successive al crollo del ponte Morandi. Una scultura/installazione concepita con l’artista Luca Vitone e fatta da un doppio anello di alberi, esemplari selezionati tra le specie presenti nel parco.


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